Costruire un progetto condiviso per far crescere ragazzi e società – Emanuele Marconcini

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La nuova stagione si è aperta con un importante nuovo ingresso nella nostra FAMIGLIA AMARANTO. Il nuovo Direttore Tecnico del Settore Giovanile è infatti EMANUELE MARCONCINI. Dopo una carriera spesa sulle panchine dei migliori vivai del circondario, infatti, il nuovo dirigente ha deciso di sposare il progetto del Presidente ALBERTO DE LUCA e del Direttore Generale FRANCESCO APICELLA, con cui lavorerà a stretto contatto, per imbarcarsi in questa nuova avventura.

Cosa ti ha spinto a cambiare ruolo e a scegliere Montelupo per questa tua prima avventura dirigenziale?

«Dopo 15 anni vissuti in panchina ho sentito il bisogno di mettermi alla prova in una veste diversa. Il campo mi ha dato tantissimo e oggi voglio restituire qualcosa di quello che ho imparato, mettendo esperienza, idee e passione al servizio di un progetto più grande. Montelupo è una società che conoscevo bene e quando è arrivata questa opportunità ho pensato che potesse essere il posto giusto per iniziare questo nuovo percorso. È una grande responsabilità, ma soprattutto un grande stimolo».

Lavorerai a stretto contatto con Apicella, lo conoscevi già?

«No, non lo conoscevo personalmente prima di questa esperienza. Ci siamo conosciuti in questo percorso e sicuramente avremo modo di confrontarci molto. Credo che la cosa più importante sia avere una visione condivisa. Quando si lavora per un obiettivo comune, le competenze di ognuno diventano una ricchezza per tutta la società».

Qual è la linea che vi siete dati per organizzare la stagione?

«La parola chiave per me è sicuramente programmazione. Da allenatore ho imparato quanto siano importanti il lavoro di squadra, la condivisione degli obiettivi e la collaborazione tra tutte le figure che fanno parte di una società. Vorremmo costruire un percorso nel quale allenatori, dirigenti, ragazzi e famiglie possano sentirsi parte di un progetto comune. L’idea è quella di lavorare con serietà e metodo, cercando di dare continuità al lavoro e creando le condizioni migliori per la crescita dei nostri ragazzi».

Qual è stata la prima sensazione sulla società e su tutto l’ambiente amaranto?

«Molto positiva. Il Montelupo lo conoscevo già, ma viverlo dall’interno è naturalmente un’altra cosa. Ho trovato entusiasmo e persone che hanno voglia di fare. E quando c’è questo tipo di energia, diventa più facile lavorare e porsi degli obiettivi ambiziosi».

Raccontaci un po’ quali sono state le tue precedenti esperienze…

«Ho vissuto circa 15 anni in panchina, maturando esperienze soprattutto nel settore giovanile.
Ho trascorso 6-7 anni all’AC Giovani Fucecchio, allenando l’Under 16 di Merito e l’Under 17 Regionali. Successivamente ho avuto esperienze allo Scandicci con l’Under 16 Elite, al Limite con l’Under 17 Regionali, al Castelfiorentino con la Juniores Regionali e al Tau Calcio con l’Under 16 Elite. Sono in possesso del patentino UEFA B e, in questi anni, ho avuto la possibilità di confrontarmi con realtà e categorie diverse, un percorso che mi ha permesso di crescere sia dal punto di vista tecnico che umano».

Cosa pensi di poter portare a Montelupo?

«Prima di tutto esperienza ed entusiasmo. Arrivo da tanti anni di campo e credo di poter capire bene le esigenze degli allenatori e dei ragazzi. Vorrei portare una mentalità basata sul lavoro, sulla programmazione e sul confronto. Ma soprattutto vorrei essere una persona a disposizione della società, perché penso che un responsabile tecnico debba prima di tutto facilitare il lavoro di tutti».

E il Montelupo che tappa rappresenta per te?

«Una tappa importante e una nuova sfida. È la mia prima esperienza dirigenziale, quindi inevitabilmente c’è tanto da imparare. Ma proprio per questo la affronto con grande entusiasmo. Dopo tanti anni a bordo campo, oggi guardo il calcio da una prospettiva diversa. E credo che anche questo possa aiutarmi a crescere ulteriormente».

La stagione è ormai alle porte, quali sono gli obiettivi principali?

«L’obiettivo principale deve essere quello di far crescere ogni singolo giocatore, sia dal punto di vista tecnico che umano. Credo che questo debba essere alla base di qualsiasi progetto di settore giovanile. Poi, naturalmente, quando si scende in campo si vuole sempre competere per ottenere il massimo. Se riuscissimo a vincere un campionato tra Giovanissimi e Allievi sarebbe sicuramente il top e rappresenterebbe una grande soddisfazione per tutti. Ma non dobbiamo mai perdere di vista il percorso: la vittoria è importante, ma ancora più importante è riuscire a far crescere i ragazzi e accompagnarli nel loro percorso».

Cosa non deve mancare in una società per far sì che un giovane calciatore possa crescere tecnicamente e umanamente?

«Credo che non debbano mai mancare organizzazione, competenza e soprattutto condivisione. Un ragazzo deve trovare allenatori preparati, una società presente e un ambiente sano nel quale possa sbagliare, imparare e migliorarsi. Ma la crescita non è soltanto tecnica: bisogna insegnare ai ragazzi il rispetto, l’educazione, il senso di appartenenza e l’importanza del sacrificio. E soprattutto credo sia fondamentale che tutte le figure che ruotano intorno al ragazzo lavorino nella stessa direzione. Quando società, allenatori e famiglie condividono gli stessi valori, si creano le condizioni migliori per far crescere un giovane».

E personalmente, ti sei dato un obiettivo?

«Il mio primo obiettivo è essere all’altezza del ruolo che mi è stato affidato. Vorrei contribuire alla crescita del Montelupo e lasciare qualcosa di positivo nel percorso della società. Se tra qualche anno potrò guardarmi indietro e vedere ragazzi che sono cresciuti, allenatori che hanno lavorato bene e un progetto che ha fatto un passo avanti, allora avrò raggiunto il mio obiettivo. Costruire qualcosa che rimanga nel tempo… Poi, naturalmente, vincere qualche campionato non mi dispiacerebbe affatto!».

AVANTI AMARANTO!