Il nostro viaggio alla scoperta dei vari gruppi della nostra grande famiglia amaranto si è fermato nuovamente nella Scuola Calcio, mettendo sotto la lente di ingrandimento i PULCINI A 7 I ANNO UNDER 10. E per conoscere meglio questo gruppo abbiamo sentito l’istruttore EDOARDO VAGLINI, che li segue insieme a SAURO BELLI e al preparatore motorio FEDERICO BRACCINI.
Come giudichi questa prima parte di stagione?
«Questa prima parte di stagione é stata bella quanto complicata, passare dal calcio a 5 a quello a 7 non è mai facile per i piccoli».
C’è un aspetto sotto il quale vi ha sorpreso il vostro gruppo?
«Il gruppo ci ha sorpreso tanto nella voglia e nella passione che hanno di giocare a calcio».
Dov’è che sono maggiormente migliorati dall’inizio dell’anno?
«Da inizio anno sono migliorati tanto sotto l’aspetto dell’attenzione, della voglia di imparare e di impegnarsi per imparare cose nuove, per quanto riguarda l’aspetto tecnico, sono migliorati tantissimo sui fondamentali e sulla percezione del ruolo in campo, che ovviamente passando a calcio a 7 inizia a presentarsi».
Quanto è importante il divertimento nelle sedute di allenamento?
«Il divertimento è importantissimo durante una seduta di allenamento, è fondamentale saper unire l’insegnamento all’attività ludica».
Che tipo di lavoro si organizza a questa età?
«Già in fase progettuale parlando col responsabile Grazzini – interviene Belli – abbiamo deciso di implementare un tipo di lavoro teso al miglioramento personale delle competenze tecniche di ogni singolo bambino dalla buona conduzione al riconoscere gli spazi, dalla qualità della conduzione nello spazio al primo controllo, da un passaggio di qualità a uno smarcamento di qualità fino all’uno contro uno offensivo e difensivo. Tutti fondamentali che rappresentano un bagaglio imprescindibile per poi diventare giocatore».
Quanto è importante anche il ruolo del genitore?
«Il genitore è una componente fondamentale per la crescita del bambino che deve essere bravo (aiutato ovviamente dai genitori) a riuscire a distinguere le due figure, il genitore fuori dal campo e l’istruttore in campo, così da poter creare un clima perfetto per la crescita sportiva del piccolo».
Come è il rapporto tra voi istruttori?
«Molto solido, nonostante la differenza di età, c’è tanta sinergia e tanta condivisione di idee, per me personalmente è un piacere lavorare con Sauro e Gabriele».
Quali squadre si tifa nello spogliatoio?
«Nello spogliatoio c’è una grandissima varietà di tifo, dalla Fiorentina alla Juventus passando per Milan e Inter».
Nelle partite, magari dopo un gol, cercano di imitare i propri idoli?
«Come tutti i bambini che vedono il calcio in televisione ovviamente dopo un gol cercano sempre di emulare i propri idoli della loro squadra del cuore».
L’emozione più forte vissuta finora con il vostro gruppo?
«Riuscire a descriverti un’emozione sola sarebbe complicato, ogni settimana per noi istruttori è motivo di orgoglio allenare questi giovani atleti, che ci regalano sempre delle gioie». «Personalmente – aggiunge Belli – è vedere che ogni bambino riesce a fare un passettino in avanti in maniera costante sotto tutti i profili, da quello tecnico a quello umano e comportamentale, nei rapporti tra di loro e con noi adulti».